Una corale di 130 cantori dall’Europa a Trieste. Per gli 80 anni delle leggi razziali

Trieste – Sarà un coro di 130 cantori provenienti da sedici formazioni – tra italiane, francesi e inglesi – che intoneranno canti antifascisti e partigiani attingendo alle tradizioni italiane, yiddish, slovene, francesi e, in genere, di tutti i popoli che hanno subito le conseguenze delle leggi razziste.

Per questo, tra i pezzi in programma, ci sarà il Coro dei Deportati di Ravensbrück cantato in cinque lingue.

La manifestazione, organizzata dal Coro Sociale di Trieste, si articolerà in tre giornate e  si inizierà il 15 settembre per ricordare l’ottantesimo anniversario delle leggi antiebraiche volute da Mussolini e vedrà tra le tappe, proprio Piazza Unità a Trieste, il luogo dove queste leggi vennero annunciate dal Duce in persona il 18 settembre del  1938 per essere varate con Regio Decreto il successivo 17 novembre.

“Il Coro Sociale di Trieste – dicono gli stessi organizzatori – vuole popolare la città e le stesse piazze con persone e canti che ricordino la necessità di opporsi alla logica razzista di individuare nelle minoranze di qualsiasi genere il capro espiatorio per nascondere  l’incapacità della politica e dell’economia di risolvere le proprie crisi endemiche”.

Questo il motivo per cui le manifestazione sarà così organizzata:

Sabato 15 settembre

  • h. 17.30 in Piazza Sant’Antonio e, a seguire, Piazza Unità e Cavana (esibizione corale)

Domenica 16 settembre

  • h. 11.00 Risiera di San Sabba (esibizione corale).
  • h. 17.00 inaugurazione mostra collettiva “Ora e sempre: No leggi razziste” presso il Bar Libreria Knulp, Via Madonna del Mare 7°, organizzata dal DDProject a cura di Nanni Spano (esibizione corale)

Martedì 18 settembre

  • Piazza Unità. Nel corso di tutta la giornata: letture, testimonianze e installazioni a cura del Comitato Pace “Danilo Dolci”

La manifestazione internazionale è stata realizzata dal Coro Sociale di Trieste grazie alla sua partecipazione al raduno-laboratorio annuale che si tiene a Royére, un paese a sud di Limoges, dove cori di tutta Europa si riuniscono per scambiare esperienze, tradizioni e cultura democratica.

Una compagine corale così nutrita (il coro della Scala di Milano al completo comprende 100 elementi) rappresenta anche una sfida organizzativa e musicale, dato che i coristi avranno la possibilità di provare assieme soltanto due giorni prima dell’esibizione.

E a maggior ragione – dicono ancora gli organizzatori – hanno voluto creare quest’opportunità di misurarsi uniti nelle terre in cui “la discriminazione culturale, linguistica e sociale  era iniziata già dagli anni ’20 nei confronti della componente tedesca e slava della popolazione locale (slovena ma anche serba e croata) cui era stato vietato l’uso della propria lingua.

All’evento collaborano l’Associazione Culturale “Tina Modotti”, il Comitato Pace “Danilo Dolci”, l’Associazione Culturale DayDreaming Project, Knulp, Kulturni Dom Prosek Kontovel.

Condividi