Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato l’Assestamento di bilancio

Trieste – Alle 5 del mattino di venerdì 26 luglio il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato l’Assestamento di bilancio 2024.

Ha votato a favore tutta la maggioranza (Fedriga presidente, Fratelli d’Italia, Lega Fvg e Forza Italia), contrarie in blocco le opposizioni (Partito democratico, Patto per l’autonomia – Civica Fvg e Gruppo misto).

Si tratta di una manovra da 1,348 miliardi di euro, con delle scelte e degli indirizzi ben precisi, secondo la maggioranza.

Una manovra corposa, ma incapace di lasciare il segno, invece, per le opposizioni, che nelle dichiarazioni di voto hanno motivato il loro “no” al provvedimento.

Le ragioni del “no”

“Un Assestamento con risorse ingenti, che avrebbe dovuto tradursi in un qualcosa di straordinario e innovativo – ha detto Furio Honsell di Open sinistra Fvg – ma così non è stato. L’unica impronta che lascerà sarà quella carbonica – ha aggiunto il consigliere – perché sull’ambiente in manovra c’è davvero poco. Abbiamo provato a renderla più equa, proponendo l’abbattimento dell’addizionale Irpef, sarebbe stato un bel segnale di contrasto alle disparità, ma anche questa, come quasi tutte le altre nostre proposte, è stata bocciata. Fiumi di denaro a parrocchie e alpini, neanche un euro per i migranti a poca distanza da noi”. “Un atteggiamento immorale”, ha concluso il consigliere.

“Tanti finanziamenti a destra e a destra – ha commentato Serena Pellegrino (Alleanza verdi sinistra) – in tutti i settori. Mentre le casse regionali traboccano di tasse e le tasche dei cittadini sono sempre più vuote – commenta Pellegrino – assistiamo a una ubriacatura di chi non sa dove mettere gli esuberi che escono dalla penna. La destra si è dimostra tanto abile a fare cantiere – ha concluso – ma si è dimenticata di redigere il progetto, di mettere in sicurezza paesaggio, sanità ambiente”.

Per Rosaria Capozzi del Movimento cinque stelle l’Assestamento è corposo sì, me né efficace, né risolutivo. “Bene i fondi per gli screening prenatale – ha detto la consigliera pentastellata – ma rimangono le situazioni critiche della sanità, opere finanziate anche se non previste nei piani, spese superflue e inutili se non nella logica della spartizione delle risorse”.

Voto contrario anche dal Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, nonostante l’apprezzamento per il lavoro svolto anche dagli uffici espresso dal consigliere Massimo Moretuzzo. “Alcune cose le abbiamo condivise, altre, le più importanti, ci hanno diviso profondamente – ha detto Moretuzzo -: come affrontare il tema del disagio, la mancata riduzione dell’addizionale Irpef. La cartina di tornasole è stato il dibattito sugli enti locali – ha concluso Moretuzzo -, stanno venendo al pettine tutti i nodi della passata legislatura”.

Sulla stessa linea anche il Partito democratico per il quale è intervenuto il consigliere Andrea Carli. “Un miliardo, 348 milioni di risorse disponibili, quasi 700 tra emendamenti e subemendamenti, moltissimi della maggioranza e questo significa che tante risorse sono state distribuite nelle ultime ore, contribuendo ad allungare i tempi del dibattito. Pochi i nostri emendamenti condivisi dalla maggioranza e questo – ha aggiunto Carli – non dipende solo dalla differenza nella visione politica. Si è quasi voluto dipingere il nostro modo di intendere lo sviluppo della regione come se fosse assistenzialista, ma non è così. Qui – ha concluso – si vogliono organizzare le feste di Natale senza la condivisione con gli altri”.

Le ragioni della maggioranza

Ad esprimere le indicazioni di voto positivo della maggioranza è stato il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Basso. “Avrei voluto che il dibattito terminasse in modo più positivo – ha detto in apertura del suo intervento -. Non avrei voluto sentire le cose dette nella parte finale. Questo provvedimento vanta scelte e indirizzi ben precisi a favore del territorio, in equilibrio e frutto del confronto. Ci piace molto – ha aggiunto Basso – la misura per gli anziani, con 45 milioni di euro per chi ha un Isee inferiore ai 15 mila euro. Abbiamo tentato di fare del nostro meglio – ha concluso – come dei padri di famiglia, con il cuore”.

 

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