Dazi USA: il FVG punta su flessibilità e diversificazione per mantenere la competitività

Udine – La Camera di Commercio di Pordenone-Udine si prepara a valutare l’impatto dei dazi statunitensi sulle imprese friulane, mentre i dati sull’export regionale mostrano già una significativa diversificazione dei mercati di destinazione.

“Valuteremo l’impatto sulle imprese friulane appena avremo i primi elementi concreti”, annuncia Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine. Lo studio sarà condotto attraverso il Centro studi camerale con il coordinamento sui temi macroeconomici e internazionali di Marco Martella, già direttore della Banca d’Italia a Trieste.

Da Pozzo si mostra fiducioso, nonostante la situazione: “Al momento, lo scenario più plausibile è che i flussi di scambio tenderanno naturalmente a riequilibrarsi tra le aree geografiche. Le dinamiche di mercato e le strategie aziendali comunemente prevalgono su misure protezionistiche di breve periodo”.

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine monitorerà l’impatto delle nuove misure protezionistiche sulle imprese locali mentre i dati mostrano una crescita significativa verso nuovi mercati di esportazione

Per le imprese del Friuli Venezia Giulia, l’export verso gli Stati Uniti continuerà a rappresentare un pilastro essenziale della crescita, sottolinea il presidente, grazie a qualità, innovazione e capacità di adattamento. “Anche in contesti molto complessi, il Made in Italy ha dimostrato di mantenere storicamente un forte appeal internazionale”, aggiunge.

I dati elaborati dal Centro Studi della Camera di Commercio mostrano già un riequilibrio significativo: mentre l’export verso gli USA è sceso dell’8,2% tra il 2019 e il 2024, altri mercati registrano incrementi considerevoli nello stesso periodo. Regno Unito e Svizzera hanno visto un aumento rispettivamente del 90% e del 385%, seguiti da mercati con quote minori ma in forte crescita come Arabia Saudita (+148%), Messico (+160%) e Brasile (+113%).

“L’esperienza dimostra che, al di là delle tensioni politiche, le imprese in grado di agire con flessibilità e visione strategica riescono sempre a cogliere opportunità di sviluppo nei mercati globali”, osserva Da Pozzo, indicando come particolarmente promettenti “aree geografiche magari meno strutturate, ma con un grande potenziale inespresso”.

Questa diversificazione si allinea peraltro al recente Piano d’Azione per l’export del Ministero degli Esteri italiano, che individua proprio nei mercati emergenti extra-UE importanti opportunità di crescita per le esportazioni nazionali.

Le variazioni riportate, calcolate a prezzi correnti, risentono dell’effetto inflazione, che tuttavia può spiegare solo parzialmente questi significativi cambiamenti nei flussi commerciali.

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