Arriva “Thérèse” scritto e diretto da Stefano Ricci e interpretato da Donatella Finocchiaro al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Trieste – Sul palcoscenico del Politeama Rossetti da venerdì 4 a lunedì 7 aprile arriva “Thérèse”, il nuovo spettacolo firmato da Stefano Ricci e interpretato da Donatella Finocchiaro, Alberto Carbone, Giulia Eugeni, Alessandra Fazzino.
Confrontandosi con “Thérèse Raquin”, il celebre romanzo naturalista di Émile Zola, Stefano Ricci, che firma testo e regia, stringe saldamente la mano di Donatella Finocchiaro e la conduce in quella che è una rivoluzione copernicana conoscitiva, in un sistema orbitale antropologico che parte dalla figura di Thérèse e, attraverso il Tempo, fotografa le fragilità del nostro quotidiano.
Ricci destruttura l’opera di Zola per raccontare il tempo che abitiamo oggi, a partire dal senso di colpa che condiziona i comportamenti dei personaggi come un’affezione, un’attitudine corporale e febbrile. Il senso di colpa della protagonista è al centro di un’indagine conoscitiva sui nostri giorni, elaborata tra parola, video, musica e movimenti.
«Respirando l’estinzione e la memoria del disfacimento si compie il solstizio» scrive Stefano Ricci nelle sue note. «Il moto apparente dei corpi è sempre in relazione a un sistema rispetto al quale lo osserviamo. Il solstizio si basa su coordinate impreviste: per Febo è la volta celeste, per noi uomini la morte; in entrambi i casi si ha l’impressione di un arresto. Cos’è la fine e come attraversare un evento così cruciale da condizionare la nostra esistenza, eppure altrettanto analitico e stordente da rivelarne l’inconsistenza? Le derive di un rapinoso senso di colpa costellano la traiettoria di una Voce e di altri tre corpi celesti evocati; configurazioni in cerca di un assente scheletro della pietà.
Scendere a patti con la propria Antartide nei confronti di un soggetto una volta amato e poi lasciarlo ghermire, imperturbabili, dalla Signora con la falce che, scippando via la vita, rivela il sepolcro delle nostre mancanze. Cosa resta durante e dopo la sottrazione del soffio vitale: quali forme assumono le cadute, la compassione solidale?»
Il teatro fisico e catartico di Ricci, nel quale parola, immagine e gesto concorrono alla realizzazione di un immaginario polimorfo, diventa dunque lo spazio per l’elaborazione di un lutto, di un’assenza fisica e morale, la riscoperta dell’arte della responsabilità dopo che il sole si è fermato.
Gli orari degli spettacoli: venerdì 4 aprile e lunedì 7 aprile alle 20.30; sabato 5 aprile alle 19.30 e domenica 6 aprile alle 16.00. Biglietti sono ancora disponibili presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
Foto © rosellina garbo